VINO NOVELLO

Da sempre la ricorrenza religiosa di San Martino è annoverata nel calendario enologico come una tappa fondamentale del ciclo produttivo: i contadini, infatti, sono soliti dire che "a San Martino ogni mosto diventa vino".

Dal 30 ottobre é possibile l’immissione al consumo del vino novello secondo quanto disposto dal decreto del ministero delle Politiche agricole. È importante chiarire che il Novello non è un vino nuovo, inteso come vino che ha potenziale di invecchiamento, ma viene consumato giovane. Il vino Novello, infatti, a causa della sua ridotta tannicità, non è adatto a essere fatto invecchiare e pertanto deve essere consumato subito, nello stesso anno della vendemmia.

La caratteristica fondamentale che contraddistingue questo tipo di vino, è la particolare tecnica di vinificazione utilizzata per produrlo, ovvero la macerazione carbonica. Si tratta di un preciso procedimento che prevede la sistemazione in opportuni contenitori di acciaio di interi grappoli d'uva appena raccolta, l'aggiunta artificiale di anidride carbonica e l'elevazione del tutto ad una temperatura superiore ai 35°.

In Italia è consentito l’uso di ben 60 vitigni diversi, e le uve vinificate con il metodo della macerazione carbonica devono essere solo il 40% (inizialmente era appena il 30%), con la parte restante che può essere vinificata con tecniche tradizionali.

Il vino Novello è l’ideale per gli amanti di un vino leggero e dalla facile beva, ricco di profumi. Le sue caratteristiche sono fortemente influenzate dalla macerazione carbonica; i ristretti tempi di produzione, infatti, non permettono a questo vino di sviluppare struttura e corposità, ma viene accentuata la percezione degli aromi e dei profumi. 

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