UVAGGIO PHIGAIA SERAFINI & VIDOTTO
Uve: Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon
Abbinamento: guancette di vitello brasate, costolette d’agnello al rosmarino, formaggi ovini e vaccini di media stagionatura.
13% Vol
Il Phigaia Bianco di Serafini e Vidotto nasce sulle colline del Montello dall'incontro tra Sauvignon e Pinot Bianco, in parte affinato in legno nuovo. Lucente, con bagliori dorati, apre su note di pompelmo rosa, cedro e mentuccia, con un tocco dolce di vaniglia: fresco al palato, intrigante e delicatamente complesso. L'ideale con crudité di crostacei, risotti di laguna e fritti di pesce.
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Un bianco che parla con la propria terra e si fa capire dal resto del mondo.
Il Phigaia "After the White" nasce sulle colline dell'area del Montello, dall'assemblaggio di Sauvignon (70%) e Pinot Bianco (30%) allevati a Guyot e Sylvoz. Raccolte a metà settembre, le uve seguono percorsi distinti in cantina: il Pinot Bianco fermenta interamente in acciaio, mentre il Sauvignon si divide tra acciaio e legno, per poi maturare sulle proprie fecce fini fino alla vendemmia successiva. Il vino viene immesso sul mercato non prima di 18-20 mesi dalla raccolta. Il risultato è un bianco lucente, con vivaci bagliori dorati, che si apre su delicati sentori agrumati e vegetali di pompelmo rosa, cedro, mentuccia e foglia di pomodoro, arricchiti da note dolci di vaniglia; il breve passaggio in legno lo rende fresco ma al tempo stesso intrigante e delicatamente complesso.
IN BREVE
• Sauvignon e Pinot Bianco dalle colline del Montello
• Fermentazione mista acciaio-legno e maturazione sulle fecce fini
• 12,5% vol. — in commercio non prima di 18-20 mesi dalla vendemmia
Abbinamento consigliato: crudité di crostacei e molluschi, risotto con gamberetti di laguna, trenette al pesto, fritto di scampi e calamari, asparagi gratinati — un bianco che accompagna con carattere la cucina di pesce e i primi piatti raffinati.
Dal 1985 la famiglia Serafini e Vidotto coltiva le colline di Nervesa della Battaglia, sul Montello, con la stessa tenacia della prima vendemmia: finezza, pulizia, identità e carattere. Oggi il progetto guarda al futuro con Matteo Serafini, enologo di nuova generazione formatosi tra Conegliano e San Michele all'Adige.